All’interno di una grande città come Roma, che tende a rimanere per molti versi opaca, è spesso difficile riscontrare un modo condiviso di identificare e nominare diverse zone. Questo non è però il caso di un’area dall’immagine forte e radicata come Trastevere, che appare una località urbana con sue caratteristiche specifiche. E' qui che Anthropolis sta attualmente portando avanti il progetto, iniziato all’Esquilino, di studiare la capitale con i metodi dell'antropologia culturale, svolgendo dall'Aprile 2009 una ricerca per conto del Comune di Roma. Il focus della ricerca è costituito nuovamente dai residenti italiani studiati nel loro rapporto con il territorio. Questo ha richiesto un’assidua frequentazione del rione – secondo la tradizione etnografica dell’osservazione partecipante, e quella della survey negli studi urbani – per familiarizzare il nostro sguardo di ricercatori col punto di vista delle persone che ci vivono e lavorano, e con il modo nel quale vengono vissuti gli spazi pubblici. Altro elemento fondamentale della ricerca è rappresentato dalle interviste in profondità non strutturate, metodologia sicuramente di non facile gestibilità e quantificabilità rispetto a un questionario, ma che mira innanzitutto all’individuazione di specifiche narrazioni e appresentazioni condivise. Le interviste prevedono inoltre l’utilizzo di cartine che aiutano a “spazializzare” i discorsi, per cercare di ricostruire le “mappe mentali” dei residenti, i percorsi quotidiani, i luoghi simbolicamente più importanti, in modo da affiancare alle rappresentazioni di carattere narrativo anche degli elementi di rappresentazione grafica.
La ricerca ha individuato cinque macro aree.
1. Lo spazio del rione e l’utilizzo intensivo e pervasivo del quartiere come fenomeno difficilmente riscontrabile in altre parti della città, testimonianza di una modalità molto particolare di rapporto della cittadinanza col territorio.
2. La memoria e i racconti delle trasformazioni del rione come individuazioni delle interpretazioni dei cambiamenti da parte dei residenti, giudizi sul presente e aspirazioni o previsioni, anche pessimistiche in relazione ai fenomeni di gentrification, per il futuro.
3. La possibilità di distinguere un Trastevere diurno da uno notturno centro della movida romana che ha determinato anche una spaccatura nella struttura commerciale del rione in relazione alla differenti domande.
4. La metafora del quartiere-paese che struttura le relazioni e i codici culturali dei residenti e dei commercianti, nonostante Trastevere sia collocato al centro di Roma e subisca i flussi quotidiani di centinai di turisti e non che lo attraversano.
5. Gli stessi flussi di turisti e city user che vedono nel rione una meta privilegiata.
La ricerca ha valutato inoltre l’inserimento nel territorio di una specifica struttura culturale del Comune di Roma collocata a Trastevere, la Casa della Memoria e della Storia un’istituzione, attiva dal 2006, dedicata specificamente allo studio e alla trasmissione della memoria storica del Novecento.
